Italia del Gusto festeggia i 20 anni, Lollobrigida premia Giovanni Rana

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Italia del Gusto ha festeggiato il suo ventennale al Chiostro del Bramante di Roma, riunendo le aziende consorziate e i rappresentanti istituzionali per fare il punto su due decenni di crescita dell’agroalimentare italiano sui mercati esteri. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente ICE Matteo Zoppas e i dirigenti del Maeci Mauro Battocchi e Alfredo Conte.

Un riconoscimento a Giovanni Rana per i vent’anni di Italia del Gusto

Durante le celebrazioni, il ministro Lollobrigida ha consegnato a Giovanni Rana, fondatore e presidente onorario del Consorzio, la Moneta dedicata alla Cucina italiana Patrimonio UNESCO. Un omaggio a un percorso imprenditoriale costruito attorno ai valori della famiglia, del lavoro e della qualità. Rana ha ricordato il salto compiuto dal gruppo, cresciuto in vent’anni da 5 a 35 miliardi di euro di fatturato aggregato, individuando nella condivisione tra i soci la chiave del risultato. “Andiamo bene perché esportiamo cibo, e il cibo italiano è adorato in tutto il mondo”, ha dichiarato.

Fare sistema come strategia competitiva

Il presidente del Consorzio, il Cav. Lav. Giacomo Ponti, ha messo l’accento sul valore della collaborazione tra le imprese: “In questi vent’anni, Italia del Gusto ha dimostrato che fare sistema non è soltanto una scelta organizzativa, ma una vera leva strategica per competere e crescere sui mercati internazionali. La capacità di unire esperienze, competenze e visioni diverse ha permesso alle aziende consorziate di aumentare il proprio business all’estero e di consolidare il posizionamento del Made in Italy nel mondo”. E ha aggiunto: “La forza del Made in Italy oggi sta nella capacità di presentarsi in modo coeso sui mercati esteri, valorizzando identità, qualità e innovazione”.

Sul tema è intervenuto anche Lollobrigida, che ha richiamato il modello dell’impresa familiare italiana: “La distintività è la caratteristica del nostro sistema imprenditoriale, con un imprenditore che è anche pater familias dell’azienda: ne risolve problematiche gestionali e ne difende la reputazione”. Il ministro ha inoltre rivendicato la solidità del comparto: “Abbiamo un sistema resiliente e capace di affrontare ogni dinamica commerciale e geopolitica in maniera corretta, da italiani, che sanno affermarsi nelle condizioni più difficili”.

Lo scenario macroeconomico secondo l’Osservatorio Nomisma

I dati elaborati dall’Osservatorio Nomisma per Italia del Gusto descrivono un contesto globale in crescita moderata, con un PIL mondiale stimato al +3,3% nel 2025 ma sempre più disomogeneo tra le diverse aree. A trainare restano le economie emergenti, mentre l’Area Euro mostra un profilo più fragile. Anche l’inflazione procede a velocità diverse, con i Paesi avanzati più avanti nella normalizzazione. Sul fronte dei consumi food&beverage, India e Cina registrano un +26% pro capite nel periodo 2019-2024, ben oltre le economie mature.

Export agroalimentare e mercati di riferimento

Nel 2025 l’export agroalimentare italiano raggiunge i 59,3 miliardi di euro, sesto posto a livello mondiale con una quota del 4,6% sul commercio globale del settore e una crescita del +5,1%. L’Europa è il principale motore (+7,3%), mentre gli Stati Uniti rappresentano l’eccezione con un calo del -4,5%, penalizzati dai dazi. Tra i mercati più dinamici spiccano Polonia (+21,6%) e Spagna (+13,0%); Francia e Germania restano i partner più legati all’offerta italiana, mentre il Giappone si conferma riferimento per i prodotti di qualità. Il Made in Italy mantiene posizioni di rilievo in caffè, prodotti da forno, cioccolata e formaggi.

Nel corso dell’evento il ministro ha infine richiamato il programma Coltivaitalia, che destina un miliardo di euro al rafforzamento delle filiere agroalimentari strategiche e al sostegno dei comparti più esposti alle fasi di mercato critiche.