Il cibo italiano e lo sport hanno sempre parlato la stessa lingua: quella della passione popolare, dell’identità condivisa, del rito collettivo. All’Antico Vinaio lo sa bene e sceglie di portare il suo format – fatto di schiacciate farcite, code fuori dalla porta e un’estetica riconoscibilissima – dentro gli Internazionali BNL d’Italia 2026. Non un semplice punto ristoro, ma un vero pop-up brandizzato nel cuore della nuova piazza coperta del Foro Italico, tra sponsor internazionali e pubblico globale. È la prima volta che la catena fiorentina guidata da Tommaso Mazzanti sceglie questa formula per un grande evento sportivo. Il temporary store sarà attivo fino al 17 maggio e si presenta con due grandi vetrine scenografiche che dialogano con il mondo del tennis, mantenendo intatto lo stile inconfondibile del marchio: legno, grafica diretta, un’atmosfera che ricorda le botteghe storiche ma con un twist contemporaneo.
L’operazione ha un suo centro simbolico: la “Match Point”, schiacciata creata appositamente per l’evento. Carpaccio di manzo di carne salata, crema di Parmigiano Reggiano DOP, pomodori secchi e rucola. Una combinazione che gioca sul registro dell’italianità riconoscibile, senza eccessi né sperimentazioni azzardate. È un prodotto pensato per funzionare in un contesto internazionale, dove il pubblico cerca autenticità ma anche immediatezza. «Portare All’Antico Vinaio agli Internazionali BNL d’Italia è per noi un passo naturale, ma anche profondamente simbolico», commenta Tommaso Mazzanti. «Il nostro è un cibo popolare, diretto, che parla a tutti, proprio come lo sport. Essere qui, in un contesto così internazionale, significa far conoscere ancora di più la nostra idea di qualità semplice e autentica. E raccontare, anche attraverso una schiacciata, una meravigliosa storia italiana».

La scelta del Foro Italico non è casuale. Gli Internazionali BNL d’Italia rappresentano uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario tennistico mondiale, con un pubblico eterogeneo che include appassionati di sport, famiglie, turisti e addetti ai lavori. La piazza coperta, di recente realizzazione, è stata pensata per ospitare brand e sponsor in uno spazio che bilancia tradizione e innovazione, esattamente il territorio in cui All’Antico Vinaio vuole posizionarsi. Quello che emerge è un modello di comunicazione che punta sull’esperienza dal vivo. Il temporary store non è solo un luogo dove mangiare: è un punto di contatto fisico con il brand, un’occasione per consolidare un’immagine che negli ultimi anni si è espansa oltre i confini della Toscana, arrivando a New York, Los Angeles e altre città internazionali. Il pop-up al Foro Italico diventa quindi una vetrina strategica, un modo per intercettare un pubblico che si muove, viaggia, condivide. C’è anche un altro livello di lettura. All’Antico Vinaio nasce come bottega di quartiere, con un’identità forte legata a Firenze e alla tradizione toscana. La sua evoluzione in catena internazionale solleva sempre la domanda: quanto si può crescere senza perdere l’anima? La presenza agli Internazionali sembra voler rispondere così: crescere significa portare la propria identità in nuovi contesti, non diluirla. Significa fare della semplicità un valore esportabile, riconoscibile, quasi un marchio di fabbrica.
Il format scelto per il Foro Italico è pensato per essere riproducibile: uno schema che potrebbe essere replicato in altri grandi eventi, festival, manifestazioni. È il modello del pop-up strategico, dove il brand non si limita a vendere un prodotto ma costruisce un’esperienza, un racconto, un momento di incontro. Tra un match e l’altro, quest’anno al Foro Italico si gioca anche un’altra partita: quella tra tradizione e innovazione, tra identità locale e ambizione globale, tra cibo e spettacolo. All’Antico Vinaio entra in campo con la sua schiacciata e con un’idea precisa: che l’italianità non si difende, si racconta. Morso dopo morso.






