La birra: una scoperta inebriante

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Come per molte altre circostanze fortunate della storia dell’umanità e, anche la scoperta della birra è stata determinata dal caso: un nostro antenato non si accorse infatti che una focaccia di farro -una specie di grano selvatico– si era bagnata, e notó l’incidente solo quando ormai il pane, ridotto in pappa, aveva cominciato a fermentare a causa dei lieviti presenti nell’aria. La cottura del pane aveva reso solubile l’amido della farina, rendendo così possibile una parziale fermentazione. In momenti di carestia non si gettava via nulla, e così il nostro antenato mangiò la zuppa di pane fermentato, scoprendone l’effetto inebriante. Un effetto così piacevole da suscitare il desiderio di generare accomando la fermentazione, e dare quindi avvio alla produzione della birra.
Il Belgio è il piccolo paese che guida la classifica mondiale del consumo pro capite di birra; solo i bavaresi si attestano sui livelli analoghi. Il panorama birraio belga mostra un eccezionale varietà di tipi e marchi di birra, inferiore solo alla Germania. I birrifici belgi producono tutto quanto richiede il mercato, ma parte del leone la fanno le birre ad alta fermentazione, dalla Weib alla Alt, fino a tipologie particolari come la Lambic e le sue varianti.
In generale, la cultura birraria belga ricorda quella enologica francese, e ha giustamente contribuito alla fama mondiale di birre e birrifici -industriali ed artigianali– divenuti modello per molti imitatori in tutto il mondo.
Fra le più apprezzate, degne di nota sono le birre di abbazia, le quali si fanno spesso vanto di preservare tutte le vitamine del lievito e rispettarne la fermentazione naturale.